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Medio Isonzo - Mengore - S. Maria m. 453
associazione culturale f. zenobi trieste

Il colle di MENGORE - S. MARIA si trova nei pressi della cittadina slovena di Tolmin - Tolmino. Ci si arriva attraverso il valico confinario internazionale di Gorizia - passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio - percorrendo la statale che fiancheggia l'Isonzo e che porta a Kobarid-Caporetto. Oltrepassata la cittadina di Kanal-Canale dopo circa 10 Km ad un bivio prendere a destra per Most na Soči. Percorsi circa 2 Km, dopo aver oltrepassato il paese di Kosaršče, si nota a sinistra una strada sterrata che sale verso il colle con un ampio parcheggio dove si possono lasciare gli automezzi - cartello con indicazioni in lingua slovena.
Le alture di S. Maria (Mengore) q. 453 e di Santa Lucia q. 590 completavano lo sbarramento austro-ungarico davanti alla così detta Testa di ponte di Tolmino, che iniziava sulle alture del Mrzli - Vodil. La catena del Mrzli - Vodil era difesa dalla III brigata da montagna, mentre alla VIII era affidato il compito di difendere la parte bassa dello schieramento. Più linee di trincee ben completate da posizioni di artiglieria in caverna impedirono per tutta la durata della guerra su questa parte del fronte ogni sfondamento da parte delle truppe italiane. Oltre ai motivi strategici, tenere queste alture significava, per gli imperiali, avere ancora in un punto del fronte l’Isonzo alle spalle, ciò giustifica il nome onorifico di - Isonzo Armee - attribuito dall'Imperatore alla V Armata. Per i comandi Italiani ovviamente, questo cuneo fortificato costituiva oltre che un grande ostacolo per una veloce avanzata anche una delle possibili direttrici di un eventuale attacco austro-ungarico, perciò sin dall'inizio della prima battaglia dell'Isonzo  furono sferrati furiosi e sanguinosi assalti a queste alture che macinarono centinaia di soldati tra le fila della Brigata Bergamo del 5° Bersaglieri e dei battaglioni alpini Susa - Valdora - Exilles e che purtroppo non ebbero altro effetto che l'attestarsi su sfavorevoli posizioni il cui presidio risultò essere un continuo logorio di uomini e mezzi sino al 24 ottobre 1917. E proprio in questa data, dalle retrovie di queste posizioni partì una delle direttrici dell'attacco austro-tedesco che assieme al bombardamento a gas nella zona di Plezzo-Bovec, sconvolse le impreparate difese italiane e portò al quasi annientamento della della II armata e alla ritirata dei fanti italiani sulla linea del Piave, conosciuta da tutti e rimasta nella memoria come la "rotta di Caporetto".
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