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Sui sentieri percorsi da don Giovanni Rossi giugno-settembre 1917
associazione culturale f. zenobi trieste

CHIEDO NOTIZIE DI VITA O DI MORTE Così si intitola il libro dedicato al cappellano militare Don Giovanni Rossi che assieme ai Granatieri di Sardegna, condivide l'esperienza drammatica della vita al fronte. Rossi è un montanaro, è nato ad Asiago, in contrada Sasso, il l° luglio 1886, ha alle spalle un'infanzia faticosa segnata dalla povertà e dall' emigrazione, una giovinezza trascorsa in seminario.  Con i granatieri al fronte Don Rossi fu testimone e protagonista con i Granatieri di Sardegna nel corso della guerra, di alcuni attacchi, in particolare riguardanti la decima e undicesima battaglia dell'Isonzo, don Giovanni Rossi ci ha lasciato una testimonianza inedita, un piccolo diario manoscritto, poche intensissime pagine che costituiscono il resoconto doloroso e personale non solo di cruente offensive, ma soprattutto delle tribolazioni dei combattenti, gli assalti furiosi, i bombardamenti feroci, i tentativi di sfondamento, la morte di centinaia di soldati. Frammenti di guerra La nostra escursione parte dagli appunti che don Giovanni Rossi ha scritto su due minuscoli taccuini di cm. 8 x 12 scritti a caratteri fitti, a tratti illeggibili, buttati giù un po' col lapis viola un po' con la stilografica o la matita, in fretta, fra un assalto e l'altro, sotto il tiro incrociato e rabbioso delle artiglierie.
I Granatieri il 23 maggio sono trasferiti in zona operativa e precisamente a Bonetti (località al chilometro sette della statale n° 55 dell'Isonzo) da dove, per un labirinto di camminamenti e trincee raggiungono la linea del fuoco. Dal 24 maggio, secondo tragico anniversario dell' entrata in guerra, i reparti dei due reggimenti sono mandati all'assalto delle quote 219, 235, 241. Dal 23 al 28 maggio per la decima volta si combatte sulla linea dell'Isonzo con 1'obiettivo di sfondare le difese austro-ungariche.
Scrive don Rossi: Boneti 17 luglio - Giornata serena, calore benché il sole un po' velato. Le stesse case bucate. Un camion scende dalla strada adagio. È carico di feriti. La sala mortuaria è piena zeppa di cadaveri, attendono la sepoltura. Da per tutto baracche costruite e in costruzione. La trattrice ritorna adagio, fumando, rumoreggiando sulla strada del Vallone verso Doberdò. Ha trainato due pezzi da 305 che li stanno piazzando - altrove costruzione di piazzola per li stessi pezzi. Un camion più veloce sorpassa l'automobile. Rifanno i cimiteri.
Da Bonetti parte l'itinerario che ripercorrerà gli stessi luoghi del nostro cappellano militare nel maggio - settembre 1917.
Dai taccuini di don Giovanni Rossi   23 maggio 1917 scrive don Rossi: Per tutta la notte del 23 maggio si marcia nei camminamenti sotto un terribile fuoco di sbarramento nemico e all' alba si presenta la quota 235, scura misteriosa. Avanti, comincia la battaglia. Noi siamo in mezzo. Scoppiano vicinissime le granate. La battaglia si fa sempre più violenta. 24 maggio 1917: Il 24 maggio all' alba si scatena un forte fuoco nemico e per l'intera giornata su tutta la fronte i reparti si battono in modo feroce.
 
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